Fratelli consacrati a Maria, oggi Mosè ci guida,
non con parole, ma con silenzio, timore e ascolto. Anche noi, come lui, ci siamo ritirati nel deserto della consacrazione.
Abbiamo lasciato l’Egitto, abbiamo rinunciato ai piaceri del Faraone.
E nel silenzio del servizio nascosto, Dio si è manifestato.
✦ Dio si rivela nel fuoco
“L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto.” (Es 3,2) Dio non sceglie il palazzo per parlare,
ma un roveto: una pianta povera, pungente, disprezzata.
Così è Maria: umile, nascosta, tutta ardente e mai consumata. Il suo Cuore ardeva d’amore sulla terra, e brucia ancora in Cielo per ciascuno di noi.
Chi è schiavo di Maria, chi si è offerto a Lei,
è come quel roveto: brucia d’amore, ma non si consuma, perché è Dio stesso a sostenere la fiamma.
✦ La voce che chiama
“Mosè! Mosè!” Egli rispose: “Eccomi!” (Es 3,4)
Dio non chiama per caso.
Chiama per nome. Due volte.
E l’unica risposta che attende è: “Eccomi.”
O tu che ti sei consacrato alla Vergine,
quante volte Lei ti ha chiamato?
Quante volte ti ha attirato nel silenzio, nella preghiera, nella prova?
E tu, come hai risposto?
Con ritardi? Con paure? O con l’umile parola: “Eccomi, sono tuo.”
Ricorda: la schiavitù d’amore non è un atto devoto, ma una risposta totale e irreversibile:
“Da ora in poi, non mi appartengo più.”
✦ Togliti i sandali
“Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo su cui stai è suolo santo.” (Es 3,5)
Questa è la voce dell’Altissimo.
E noi, schiavi della Regina, comprendiamo il senso profondo: per servire davvero, bisogna spogliarsi di ogni appoggio umano,
di ogni volontà propria, di ogni attaccamento.
I sandali sono la volontà, i ragionamenti, la sicurezza.
Chi si consacra a Maria deve toglierli.
Camminare scalzo nella sua volontà.
Accettare di essere nulla affinché Dio sia tutto.
✦ Il Dio dei padri
“Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe.” (Es 3,6)
Non un dio nuovo, non un’idea.
Il Dio dei padri.
Il Dio della promessa, della fedeltà, della Croce.
E anche la nostra schiavitù d’amore non è nuova: è antica, è apostolica, è tramandata dai santi.
È la via di coloro che, come Mosè,
hanno tremato davanti alla santità,
ma hanno accettato la missione.
✦ La missione: “Va’, io ti mando”
“Ora va’, io ti mando dal faraone. Farai uscire il mio popolo.” (Es 3,10)
La consacrazione non è rifugio.
È chiamata alla battaglia.
Maria ci prende come schiavi non per tenerci fermi, ma per inviarci — nelle tenebre, nell’Egitto, nel mondo — a liberare anime collegate al nostro sacrificio.
E come Mosè, anche noi possiamo dire:
“Chi sono io per andare?”
Ma Dio risponde:
“Io sarò con te.” (Es 3,12)
E Maria lo conferma, nel suo Cuore Immacolato:
“Io sono con te. Dove vai, io sono. Dove cadi, io ti rialzo. Dove piangi, io raccolgo le lacrime.”
✦ Preghiera finale
O Dio tre volte santo,
che hai parlato a Mosè nel fuoco,
parla anche a me, schiavo indegno della tua Santissima Madre.
Toglimi i sandali dell’orgoglio e della paura.
Rendimi docile, pronto, coraggioso.
Fa’ che io viva nella tua presenza,
consumandomi come roveto ardente d’amore,
sotto lo sguardo della mia Regina.
E quando mi manderai,
fa’ che io dica solo: “Eccomi, sono tuo”.
Amen.