🙏🏻PADRE PÈRE BINET🙏🏻
L PREZIOSISSIMO SANGUE E I SACRI VASI Durante il Giubileo della speranza
In quest’anno di grazia, abbiamo ricevuto il dono più grande e impensato da parte del nostro stimato Pastore, Monsignor Vescovo Marco Busca. Egli, nella sua bontà, ha pensato di portare nelle Comunità religiose della Diocesi delle sorelle oranti e agli ammalati in ospedale impossibilitati a raggiungere la Cattedrale per l’acquisto dell’indulgenza del Giubileo, la Reliquia per eccellenza: quella del PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESÚ. Essa è contenuta in due Vasi Sacri d’oro finemente cesellati e adornati di statuine, conservati nella Cripta della Basilica di Sant’Andrea in Città.
Il Primo Giugno Sua Eccellenza è arrivato in comunità accompagnato dal nostro parroco e altri sacerdoti con il Sacro Deposito e l’ha posto nella Cappella tra la commozione e l’ammirazione nostra e di numerosi laici presenti con noi.
Abbiamo adorato così, unite al nostro Pastore, il Sangue Preziosissimo di Gesù, con una solenne e commovente celebrazione pregando per la Chiesa e per l’Istituto chiedendogli le grazie di cui abbiamo bisogno e per ottenere il dono della pace, come ha esortato lo stesso Pontefice Leone XIV il 20 maggio 2025: una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante, proveniente da DIO, che ci ama tutti incondizionatamente e supplicando l’unità del mondo intero.
Il nostro Vescovo ci ha rivolto la sua illuminata parola sottolineando la realtà della redenzione operata da Cristo versando il suo preziosissimo Sangue, potenza che continua a guarire l’infermità dell’umanità e che ci ha riscattati per essere come Lui offerta gradita al Padre. Ha citato la testimonianza oblativa della nostra Madre Fondatrice innamorata del Crocifisso, modello da imitare.

In quest’occasione, oltre alla preghiera, ci siamo documentate per conoscere la storia che riguarda la presenza a Mantova del Sangue preziosissimo di Cristo e dei Vasi Sacri che lo contengono e il nostro Vescovo ne ha fatto alcuni semplici cenni. I racconti esistenti di questa devozione al Sangue di Gesù a Mantova, sono diversi, ma siamo desiderose di condividere quanto è parso più attendibile e meglio documentato.
La tradizione attribuisce al soldato romano Longino, che ha trafitto con la propria spada il costato di Cristo per accertarne la morte, l’inizio di questa meravigliosa presenza. Egli è uno dei soldati che, in seguito, ha vigilato il sepolcro dove è stato deposto Gesù e ha avuto il coraggio di ammettere la Sua risurrezione non accettando di essere pagato dai suoi capi per dire che il Corpo di Gesù era stato trafugato dagli apostoli. Longino, soldato pagano, con gravi problemi di vista, dopo esser stato bagnato con il Sangue del Signore e aver riacquistata la vista, si convertì al cristianesimo. Morì martire della fede nel 37 d.C., per il suo coraggio di testimone della risurrezione del Signore, venne odiato ed espulso dal suo servizio e dovette fuggire in fretta per non essere ucciso. Dalla tradizione apprendiamo che giunse a cavallo a Mantova portando il sacro tesoro in un’urna e, allo scopo di preservarlo, lo sotterrò dove rimase fino all’anno 804 quando avvenne il suo primo ritrovamento attraverso la misteriosa indicazione di Sant’Andrea.
Dopo questa scoperta, le due autorità principali di quel periodo: Papa Leone III (795-816) e l’Imperatore Carlo Magno (768-814), studiarono il modo migliore di affrontare l’accaduto e si accordarono amichevolmente. L’imperatore ottenne dal Pontefice l’autenticazione della reliquia e anche una piccola parte di essa che portò nella cappella reale di Parigi.
Questo fatto condiviso da molti, afferma che essendo Mantova contemporaneamente dichiarata sede vescovile, si decise che sul luogo del ritrovamento venisse eretta una piccola chiesa in onore dell’apostolo Andrea. Da questa data decorse in seguito il novero degli anni che portano ancora all’attuale giubileo della Diocesi di Mantova.
Quando nel 923 Mantova fu brutalmente invasa dagli Ungheri, la preziosa reliquia, per sicurezza, venne nuovamente interrata: una parte nel giardino dell’allora ospedale di Sant’Andrea chiamato anche Oratorio dedicato al Sangue di Cristo e l’altra posta nella chiesa di San Paolo allora situata accanto al Duomo, presso l’attuale seminario.
Per alcuni decenni si perse nuovamente traccia della reliquia. Nel frattempo si affermò sulla città il dominio dei signori di Canossa.
Nel 1037 il Vescovo di Mantova Itolfo fondò il monastero benedettino entro il quale era integrata la chiesetta del IX secolo, di cui non restarono né disegni né vestigia significative. Un’ala del monastero, invece, nella riforma del XV secolo, recentemente restaurata, è ancora visibile nell’attuale zona Leon Battista Alberti.
Nel 1048, presente Beatrice di Canossa, avvenne il secondo ritrovamento della parte maggiore della reliquia e delle ossa di Longino. Tale ritrovamento indusse all’ampliamento della originaria piccola chiesa di Sant’Andrea e alla costruzione della cripta sul luogo della seconda inventio su progetto di Antonio Maria Viani.
Quando nel 1419-60, Mantova ospitò il Concilio voluto da Papa Pio II, il cui tema era l’organizzazione di una Crociata contro i Turchi, a margine del dibattito si tenne una complessa discussione riguardante l’attendibilità della reliquia. Si dibatterono Domenicani e Francescani suscitando particolare interesse per l’eccezionalità della reliquia, proveniente dal Corpo di Gesù, quindi diversa dalle altre costituite da oggetti che avevano avuto contatto con Lui, come la Sindone o la Croce, o da parti del corpo dei santi, che spinse il Papa a emanare la bolla ineffabilis, con la quale sancì la sua veridicità.
Vari Pontefici e Vescovi si recarono a Mantova per la venerazione della reliquia. Papa Alessandro II, Innocenzo III, l’antipapa Giovanni XIII, Martino V e, subito dopo, l’imperatore Enrico III che ne portò con sé una parte, che venne accolta nel monastero di Weingarten, in Germania.
La devozione continuò, anche su impulso dei Gonzaga, come dimostra l’istituzione, nel 1608, da parte del duca Vincenzo I, dell’ordine del Redentore, nel cui medaglione compariva l’immagine dei Sacri Vasi.
Pochi anni prima suo padre Guglielmo aveva ordinato di trasportare parte della reliquia nella chiesa ducale di Santa Barnaba. L’idea si rivelò provvidenziale, poiché il 19 marzo 1848 i soldati dell’esercito austriaco rubarono da Sant’Andrea i vasi forgiati dal Cellini su commissione d’Isabella d’Este, contenenti il preziosissimo Sangue. Venne allora recuperata la parte della reliquia custodita in Santa Barnaba, che fu riposta in due nuovi recipienti d’oro forgiati da Giovanni Bellezza, sul modello di quelli celiani, e il suo culto in Sant’Andrea poté riprendere.
I Sacri Vasi dall’inizio del XV secolo sono custoditi in due preziosi reliquari in oro a forma di pisside fatti realizzare da Isabella d’Este.

Nel 1848, durante i disordini e le azioni militari della Prima Guerra d’Indipendenza, i soldati austriaci ne trafugarono ancora parte e ne dispersero il contenuto.
La Sacra reliquia rimasta viene esposta il Venerdì Santo e condotta con grande venerazione in processione per le vie del centro di Mantova. La reliquia della lancia con la quale Longino trafisse il costato di Gesù è in San Pietro a Roma e viene esposta ogni anno il primo giorno di Quaresima.
Anche il 2 marzo a Mantova, memoria del secondo ritrovamento, e in qualche altra rara occasione, la reliquia del Sangue Preziosissimo di Gesù viene portata nella Basilica ed esposta alla pubblica venerazione. L’ostensione è preceduta dal suggestivo rito di apertura della cassaforte che avviene tramite un elaborato sistema di serrature a dodici chiavi in possesso di quattro persone diverse, che devono essere presenti contemporaneamente: il Vescovo, il Presidente del Capitolo della Cattedrale, il Parroco di Sant’Andrea e il Prefetto. Ogni volta che si apre la cassaforte viene redatto un atto notarile firmato da testimoni.
Durante il Giubileo della Speranza di quest’anno 2025 i Sacri Vasi sono resi sempre visibili attraverso un vetro e una grata che li proteggono.
Noi, Ancelle fortunate, abbiamo avuto l’onore e la gioia di accostarci ai Sacri Vasi contenenti il Sangue di Gesù, e di pregare con tutto il fervore del cuore per il mondo intero. Dopo il rito per l’acquisto dell’indulgenza abbiamo ricevuto la benedizione giubilare con la preghiera del nostro Vescovo:
“Per i meriti e l’intercessione della Beata sempre Vergine Maria, dei Santi Apostoli Pietro e Andrea, di Santa Maria Crocifissa Di Rosa, di San Longino, di San Luigi Gonzaga e di tutti i santi e beati mantovani, Dio onnipotente e misericordioso vi conceda un tempo favorevole per un sincero e fruttuoso pentimento, la continua conversione del cuore, il rinnovamento della vita, la perseveranza nelle opere buone, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
Dio, eterno, che nella croce del suo Figlio ha rivelato l’immensità del suo amore, vi doni la sua protezione e clemenza.
Cristo, che morendo sulla Croce versato sangue ed acqua, vi renda partecipi della sua vita donata per amore.
Lo Spirito Santo, sostenga la vostra fede e la vostra speranza in Gesù Cristo nostro redentore e salvatore.
Per la potenza della Croce vivificante e il segno del Sangue Prezioso vi benedica il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”.
Dopo il nostro Amen corale, sua Eccellenza ha preso l’insigne Reliquia ed è passato di banco in banco a benedirci.
Commosse le ripetiamo il grazie riconoscente per la bontà, la condivisione della sua fede e vogliamo contraccambiarlo con la preghiera e una sempre maggiore adesione al Suo insegnamento.
Suor Paolisa
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Carissimi amici è molto interessante conoscere questa storia e credo possa far bene a tutti. Leggiamola volentieri in questo mese nel quale la Chiesa ci fa intensificare la preghiera al Cuore Sacratissimo di Gesù. Egli, nostra forza e nostro Tutto, ci doni la sua dolcezza e la sua umiltà di cuore. E’ stato commovente adorare il Sangue di Gesù con il nostro Vescovo e con i fedeli di due parrocchie cittadine, affascinate da questa singolare presenza. Amici, sentitemi sempre unita con l’affetto e la preghiera non solo per voi, ma anche per tutte le vostre famiglie. Buon mese di Giugno con il Cuore di Gesù e tra noi. Suor Paolisa.
Grazie, carissima Suor Paolisa per il prezioso lavoro di questo articolo. Il Signore la ricompensi con la Sua Grazia e con la vita eterna.