Radio San Giuseppe

Per conoscere e amare il più grande santo

Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la solennità di Tutti i Santi. Già durante l’anno, durante i 365 o 366 giorni dell’anno, celebriamo ogni giorno un santo, anzi ogni giorno più santi; e poi ci sono i nuovi santi canonizzati da poco; e infine, ce ne sono tanti altri, anzi dobbiamo dire la maggior parte, che noi non conosciamo, che non vengono nominati, che non sono canonizzati ma comunque sono santi e cittadini del cielo. Nella Prima Lettura di oggi San Giovanni scrive: “Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua …”. E’ appunto la moltitudine incalcolabile di tutti gli abitanti del Paradiso.

In effetti, chi sono i Santi? Sono quelli che hanno amato, conosciuto e servito Dio qui in terra e che adesso lo godono in cielo; lo godono da subito dopo la morte con l’anima, e un giorno, alla fine dei tempi, anche con il corpo risuscitato. Questo ci insegna la fede.
E allora, per non dimenticare nessuno dei Santi, cioè di quelli che sono vissuti così, e che adesso godono così; in un certo senso, “per non far torto a nessuno” - usando un linguaggio umano - la Chiesa ha stabilito un’unica festa per celebrarli tutti quanti insieme, anche gli sconosciuti, gli anonimi, ed è appunto l’odierna solennità di Tutti i Santi. E inoltre, anche perché - potremmo dire - quando ci sono più festeggiati, anche in una riunione di famiglia, sembra che, pure psicologicamente parlando, la festa aumenti. Se si festeggia in una sola data sia l’onomastico che il compleanno, come magari l’anniversario di matrimonio e l’aver superato un esame ecc … la gioia è grande a dismisura. E così per l’odierna solennità. Infatti, nella Colletta iniziale della Messa abbiamo pregato: “Dio onnipotente ed eterno, che doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare in un’unica festa i meriti e la gloria di tutti i Santi …”. Oggi, dunque, rallegriamoci grandemente nel Signore, mirabile nei suoi Santi!

Oggi vengono festeggiati Tutti i Santi, tutti gli abitanti del Paradiso. Pensate, se tutti gli uomini si mettessero a festeggiare insieme tutte le loro cose gioiose, in un unico giorno, che grande festa sarebbe qui in terra! Ma quanto di più in cielo! Ecco, la festa di Tutti i Santi!
I Santi, dicevamo, sono quelli che hanno conosciuto, amato e servito Dio qui in terra e che ora lo godono in cielo. Una volta si domandava al Catechismo: “Per quale scopo Dio ci ha creati?”, e si rispondeva appunto così: “Per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e per poi goderlo nell’altra vita in Paradiso”. Più semplice e più perfetto di così non riusciamo né a immaginarlo né a dirlo! Ancora San Giovanni, nella Seconda Lettura di oggi, dice: “ … noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come egli è”.
E allora, affermare, specialmente oggi, che anche noi tutti dobbiamo farci santi, non è una cosa utopica né un opzional, ma è proprio lo scopo della vita, è il motivo per cui ci siamo, per cui siamo qui in terra, per cui viviamo. È la meta da raggiungere, di modo che non possiamo oggettivamente scegliere un’altra meta migliore o diversa. Ossia, se non raggiungiamo questa meta, non è che abbiamo fallito a metà o un poco o in qualcosa; ma abbiamo sbagliato assolutamente tutto, abbiamo fallito completamente; siamo perduti in tutto e per sempre. Per questo, cerchiamo invece di realizzarci, in tutto e per sempre, proprio come hanno fatto i Santi.

Oggi, cari fratelli e sorelle, potremmo riflettere su tante cose; ma continuiamo a riflettere proprio su questo, cioè sul fine della nostra vita, come vi ho appena accennato.

Noi uomini abbiamo uno scopo per il quale siamo stati creati, abbiamo una meta da raggiungere. Sembra la cosa più evidente, la cosa più logica. In effetti, dovrebbe essere la cosa più ovvia, che la vita dell’uomo sulla terra ha una meta da raggiungere, uno scopo a cui tendere. Eppure, a giudicare da come vivono normalmente gli uomini, da come si comportano, dovremmo dire che proprio questa cosa ovvia è assai dimenticata.
Ecco, noi assegniamo uno scopo alle cose più piccole, le più banali, alle azioni più insignificanti. Esci di casa: perché lo fai? Dove vai? Quale meta ti prefiggi? Giustamente! Realizzi un arnese, costruisci una sedia ecc … evidentemente per qualche scopo, affinché possa servire.
Quindi, noi mettiamo uno scopo, diamo un fine a tutte le cose, a tutte le nostre cose e a tutte le nostre azioni. Possibile che quella cosa che racchiude tutte le altre, o che quell’azione che racchiude tutte le altre, ossia la vita dell’uomo sulla terra non abbia uno scopo da raggiungere, un fine, una meta?! …

E come trovare una meta, uno scopo da raggiungere per la vita dell’uomo sulla terra? Pensate: la vita dell’uomo sulla terra! L’uomo: mente, cuore, anima, volontà, sentimenti! La vita dell’uomo: gioie, dolori, progetti, delusioni, tradimenti, io, gli altri, insieme, la mia famiglia, i miei cari, i miei morti … La vita dell’uomo sulla terra! Uno scopo per tutto questo?! Come fare? Dove trovarlo? …
E quale altro scopo o meta si potrebbe destinare e assegnare alla vita dell’uomo sulla terra, uno scopo e una meta degna, giusta, valida, opportuna, adatta se non … se non quello che ci dice il Catechismo: godere Dio nell’altra vita?! …

Godere per l’eternità; noi nella vita soffriamo tantissimo, eppure siamo fatti per la gioia. Godere: che bella meta! Siamo fatti per la gioia, nati per la gioia!
Godere Dio non le cose, eppure il mondo è così bello. Godere Dio non le persone, eppure ci fa piacere stare in amicizia, in familiarità, in compagnia. Ma godere anzitutto Dio Sommo Bene e poi, in lui, godere di ogni altro bene.
Godere nell’altra vita non in questa! Cinquanta, sessant’anni; si festeggia una persona soprattutto quando supera i cento anni. Più si vive a lungo e più si festeggia. Però, alla fine comunque si muore. Invece, il godimento eterno nella vita di là è un’altra cosa. C’è dunque una vita che dura nei secoli dei secoli, ossia che non finisce mai più. Mai più! Nel Vangelo di oggi ci vengono presentate le Beatitudini, che terminano tutte con la visione della vita beata di lassù: “Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.
Ma se la mia meta è veramente questa, è la meta per la quale sono stato creato, è la meta per la quale sto qui in terra, per la quale soffro, combatto, muoio, amo, gioisco, costruisco, mi impegno … se questa è la mia meta, ne vale proprio la pena vivere e vivere bene! La mia vita è una cosa bella, importante, preziosa, importantissima, che assolutamente non posso e non debbo sprecare, perché si vive una volta soltanto. E abbiamo oggi, adesso, questa opportunità. La vita è adesso!

Allora: godere Dio, godere Dio nell’altra vita. Siamo nati per la gioia, siamo nati per Dio, siamo nati per la vita eterna. È importante tutto questo oppure no?! … In realtà, per non sbagliare nella vita, è assolutamente fondamentale avere sempre dinanzi agli occhi la meta da raggiungere! … Diciamo dunque col cuore la preghiera del Dopo Comunione: “O Padre, … fa’ che raggiungiamo anche noi la pienezza del tuo amore, per passare da questa mensa eucaristica, che ci sostiene nel pellegrinaggio terreno, al festoso banchetto dei cielo”. Amen! Auguri a tutti di santità e di Paradiso!

Sia lodato Gesù Cristo!

Padre Michele Iorio

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Creata da Radio San Giuseppe 7 Nov 2017 at 17:58. Aggiornata l'ultima volta da Radio San Giuseppe 7 Nov.

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